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Da Massimo Presenta

Paste Carbonara con Guanciale

La ricetta originale romana, senza panna, senza compromessi. La crema si ottiene esclusivamente da tuorli, Pecorino e acqua di cottura della pasta.

Il segreto della crema romana

La Carbonara e forse la ricetta piu controversa della cucina romana. Originale e spesso imitata, richiede pochi ingredienti ma molta attenzione. Il segreto sta nella temperatura: i tuorli non devono toccare il fuoco diretto, altrimenti si ottiene una frittata con la pasta. Da Massimo, il guanciale arriva direttamente dal Lazio e il Pecorino Romano DOP dalla Sardegna. Gli Spaghetti N°09 Garofalo, trafilati al bronzo e certificati Pasta di Gragnano IGP, assorbono la crema perfettamente.

Ingredienti

Tuorli d'uovo freschi4 bucati
Pepe nero macinato frescoabundent
Sale per l'acqua della pastadupa gust

Dettagli

Tempo di preparazione
25 MINUTI
Difficolta
INTERMEDIO
Porzioni
2
Ogni ingrediente racconta una storia dal cuore dell'Italia.

I Passaggi della Ricetta

01

Guanciale croccante

Tagliate il guanciale a listarelle sottili e mettetelo in una padella fredda, senza olio. Lasciatelo rosolare a fuoco medio nel proprio grasso fino a renderlo croccante all'esterno e morbido all'interno. Toglietelo e conservate il grasso nella padella.

Pas 1: Guanciale croccante
02

Crema di tuorli

Cuocete la pasta in acqua salata e conservate una tazza di acqua di cottura prima di scolarla. In una ciotola, mescolate i tuorli con il Pecorino grattugiato e abbondante pepe nero. Aggiungete un cucchiaio di grasso del guanciale e uno di acqua di cottura, mescolate bene.

Pas 2: Crema di tuorli
03

Assemblaggio senza fuoco

Scolate la pasta al dente e mettetela nella padella con il grasso del guanciale, a fuoco bassissimo. Togliete la padella dal fuoco. Aggiungete la crema di tuorli e mescolate rapidamente, aggiungendo acqua di cottura poco alla volta fino a ottenere una crema setosa. Finite con il guanciale croccante sopra e pepe nero fresco.

Pas 3: Assemblaggio senza fuoco

Gli ingredienti e perché contano

La Carbonara autentica dipende da tre ingredienti di carattere: il Guanciale del Lazio disponibile da Da Massimo, il Pecorino Romano DOP Crosta Nera e gli Spaghetti N°09 Garofalo trafilati al bronzo, certificati Pasta di Gragnano IGP. Il guanciale non è pancetta e non è bacon. Le guance di maiale stagionate minimo 80 giorni con pepe nero hanno una struttura del grasso diversa dalla pancia: si sciolgono al calore in un liquido aromatico leggermente trasparente, non in un grasso denso. Il Pecorino Romano DOP Crosta Nera viene dalla Sardegna, prodotto dalla cooperativa CAO Formaggi da latte di pecora termizzato. La sua pasta dura con sapore intenso e salato è l'ingrediente che dà alla carbonara la sua salinità distintiva, a differenza del parmigiano che è più morbido. Gli Spaghetti N°09 Garofalo hanno un diametro calibrato e una superficie rugosa ottenuta tramite trafila al bronzo che trattiene la crema. La certificazione Pasta di Gragnano IGP garantisce che il processo produttivo rispetti i metodi tradizionali napoletani: essiccatura lenta a bassa temperatura, non essiccatura industriale rapida. L'acqua di cottura della pasta è il quinto ingrediente non scritto: l'amido disciolto in essa è l'emulsionante naturale che trasforma i tuorli e il formaggio in una crema setosa.

La tecnica spiegata

Il segreto della carbonara non è la ricetta, è la temperatura. I tuorli coagulano a 63-65 gradi Celsius. Sopra questa temperatura si ottiene una frittata con la pasta, non la carbonara. Sotto questa temperatura, la crema non si lega. C'è una finestra stretta di lavoro. Il metodo corretto: togliere la padella dal fuoco completamente prima di aggiungere la crema. La pasta calda è sufficiente per riscaldare i tuorli alla temperatura giusta senza coagularli. L'aggiunta progressiva dell'acqua di cottura mantiene l'emulsione in equilibrio. Se si aggiunge troppa acqua in una volta, la crema diventa acquosa. Se si aggiunge troppo poco, diventa appiccicosa. Il guanciale va messo in padella fredda, senza olio aggiunto, e rosolato nel proprio grasso. Il grasso che rimane in padella fa parte del sugo, non si butta. La proporzione corretta: per 200g di pasta, 4 tuorli e 60g di Pecorino Romano DOP. Il pepe nero è macinato fresco e aggiunto in abbondanza, non come ornamento, ma come ingrediente strutturale della ricetta. Il risultato corretto è una crema che scorre leggermente, non una pasta densa che si stende.

Varianti e sostituzioni

Le varianti autentiche della carbonara esistono, ma sono poche. La prima variante consentita è la Gricia: la stessa ricetta senza tuorli. Guanciale Da Massimo, Pecorino Romano DOP, acqua di cottura e pepe nero. È la precorritrice della carbonara ed è ugualmente soddisfacente. La seconda variante documentata: Cacio e Pepe, senza guanciale, con Pecorino e pepe nero intensificato. Entrambe usano la stessa tecnica dell'emulsione con acqua di cottura. Cosa non funziona: la panna diluisce il grasso del guanciale e rompe l'emulsione. Il Parmigiano Reggiano al posto del Pecorino Romano DOP dà una crema più morbida ma perde la salinità distintiva; molti cuochi combinano 50/50. Il bacon al posto del guanciale dà una carbonara più affumicata e più densa, accettabile ma non autentica. Gli spaghetti possono essere sostituiti con rigatoni o paccheri, come fa Da Massimo nella ricetta della Carbonara con Paccheri Rigati Nr. 150. Le paste tubolari catturano la crema all'interno e cambiano fondamentalmente la texture di ogni morso.

Abbinamento con il vino

La Carbonara richiede un vino che tagli il grasso e pulisca il palato tra un boccone e l'altro. La scelta classica del Lazio è il Frascati Superiore DOCG o qualsiasi Malvasia del Lazio: vini bianchi secchi, con acidità vivace e note di mandorle verdi e fiori. Un'alternativa ugualmente corretta è il Trebbiano d'Abruzzo, un bianco secco con corpo medio e discreta mineralità. Evita i vini rossi strutturati: i tannini entrano in conflitto con il grasso del guanciale e con le uova. Un Vermentino di Sardegna, proveniente dalla stessa isola del Pecorino Romano DOP, funziona ottimamente per l'abbinamento geografico naturale: l'acidità vivace del vino amplifica la salinità del formaggio. Da Massimo offre vini italiani selezionati adatti a queste ricette. Se preferisci un vino spumante, un Prosecco Brut da Bacio della Luna, con bollicine fini e acidità pulita, pulisce il palato efficacemente dopo ogni boccone di carbonara.

Conservazione e preparazione anticipata

La Carbonara non si conserva bene e non bisognerebbe farlo. La crema di tuorli continua a coagulare anche dopo la cottura. La pasta riscaldata il giorno dopo sarà sempre più asciutta di quella appena preparata. Se tuttavia vuoi conservare gli avanzi, mettili in un contenitore ermetico in frigorifero e consumali entro 24 ore. Per riscaldare: aggiungi un cucchiaio di acqua calda e riscalda a fuoco molto basso, mescolando costantemente. Mai nel microonde: il calore distribuito in modo non uniforme coagula immediatamente i tuorli. Il guanciale avanzato può essere conservato separatamente in frigorifero fino a 5 giorni e usato il giorno dopo per una frittata, una pizza o una Gricia in 10 minuti. Il Pecorino Romano DOP Crosta Nera da Da Massimo si conserva avvolto in carta da forno o in un panno di cotone umido, non nella pellicola di plastica, fino a 3 settimane in frigorifero. Gli Spaghetti N°09 Garofalo non cotti si conservano nella confezione originale a temperatura ambiente per 2 anni. La Carbonara è una ricetta del momento presente: 25 minuti per un risultato che non può essere riprodotto fedelmente il giorno successivo.

Domande frequenti

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